Nella primavera del 1917, cioè pochi mesi prima
della gloriosa Rivoluzione Socialista d’Ottobre, a Pietrogrado
- la città della rivoluzione a cui sarà dato il nome di
Lenin con Leningrado –, in Russia, venne pubblicata l’importante
opera di Lenin dal titolo “L’imperialismo, fase suprema
del capitalismo”. In essa Lenin analizza, con dovizia di dati,
l’espansione economica del capitalismo a livello mondiale, attraverso
i trust, i cartelli, le banche, il capitale finanziario, l’oligarchia
finanziaria, eccetera; il nesso tra l’espansione mondiale dell’economia
capitalistica e le guerre inter-imperialistiche; il parassitismo e la
putrefazione del capitalismo nella sua fase imperialistica; il soprapprofitto
che corrompe i socialsciovinisti, gli opportunisti, i capi operai e
l’aristocrazia operaia; il pacifismo e il riformismo borghese;
la natura democraticista, riformista, sciovinista, pacifista e opportunista
della seconda internazionale socialdemocratica e dei suoi capi; l’imperialismo
considerato come capitalismo transitorio, morente; l’imperialismo
come vigilia della rivoluzione socialista.
A circa un secolo di distanza l’opera di Lenin – che il
PCIML ha pubblicato integralmente, assieme ad altre opere, sul proprio
Sito all’indirizzo www.pciml.org , alla voce “Terza Internazionale
>> I Maestri >> Lenin” -, per quanto attiene il processo
di accumulazione e di accentramento dei profitti realizzati e la loro
trasformazione in capitale finanziario, il ripetersi delle guerre inter-imperialistiche
per nuove spartizioni delle zone di influenza da parte delle diverse
potenze imperialistiche, l’espansione dei mercati e della ricerca
di nuove risorse minerarie e vegetali da sfruttare, l’internazionalizzazione
della produzione e dello sfruttamento del lavoro proletario, la massima
espansione del capitalismo e la sua scomparsa per mano della rivoluzione
socialista, è ancora oggi di estrema attualità. Comunque
il PCIML sta lavorando ad una attualizzazione del testo di Lenin alla
luce dei cambiamenti sociali, non strutturali, che si sono verificati
nel frattempo. L’insegnamento scientifico più
alto che Lenin ci trasmette è che il capitalismo per sopravvivere
a se stesso ha bisogno di una alimentazione costante e ininterrotta
di nuovi profitti da realizzare e accumulare e quando questo afflusso
cesserà esso morirà per implosione. Il capitalismo è
come una sanguisuga: fin quando esso trova sangue da succhiare, ovvero
profitti, che nel rapporto tra lavoro e capitale è il sangue
della classe lavoratrice quotidianamente sfruttato dalla classe padronale,
sopravvive e si espande nell’abbondanza dei guadagni, ma quando
tale afflusso cessa esso muove dissanguato, cioè implode!
L’imperialismo, ovvero l’espansione planetaria dello sfruttamento
delle risorse e del lavoro, è servito al capitalismo per continuare
ad alimentarsi di nuovi profitti e nello stesso tempo per occupare,
sottomette, sfruttare e controllare lo sviluppo e i governi di altri
popoli e nazioni. Questa internazionalizzazione del processo di sfruttamento
capitalistico mostra già da tempo la sua contraddizione strutturale
– cioè la natura sociale della produzione e l’accaparramento
privato della ricchezza prodotta - e le sue nefaste conseguenze a livello
mondiale e da una attenta analisi emerge con chiarezza e certezza scientifica
la sua fine epocale non lontana. Oggi possiamo constatare che il capitalismo
e l’imperialismo stanno fallendo su tutti i fronti, nel senso
che le risorse della Terra tendono ad esaurirsi mentre i popoli sono
sempre di più sfruttati, affamati e sottomessi alla dittatura
sociale repressiva del capitale monopolistico. I detrattori della rivoluzione
socialista sghignazzando ci rinfacciano che l’imperialismo non
ha rappresentato la vigilia della rivoluzione socialista nel mondo,
come Lenin aveva affermato. Intanto Lenin traeva quella previsione dalla
guerra inter-imperialistica in corso, dal grado di espansione di allora
dell’economia imperialistica e dalle condizioni esistenziali disperate
delle masse popolari dei paesi capitalistici. Comunque l’analisi
e la previsione del nostro grande Maestro erano e rimangono inoppugnabili,
se consideriamo che dopo pochi mesi si ebbe la vittoria, per la prima
volta nella storia dell’umanità, della gloriosa Rivoluzione
Socialista d’Ottobre, che spalancò la strada a tante altre
rivoluzioni proletarie e alla costruzione del possente socialismo realizzato
nel ventesimo secolo, con alla guida la grandiosa Unione Sovietica,
che in termini di governo del popolo, di democrazia reale, di sviluppo
economico, culturale e scientifico, di emancipazione sociale e di esplorazione
dello spazio non temeva confronti con nessuno degli stati capitalistici
e cosiddetti democratici. E’ stata anche una potenza militare
veramente pacifica e democratica, ma che ha dato il maggior contributo
in armi, combattenti e caduti nella sconfitta del nazi-fascismo in Europa
e sulla Terra e ha rappresentato un baluardo di emancipazione politica
e sociale per tutti i popoli del Pianeta.
I Pensatori del socialismo scientifico, Marx, Engels, Lenin e Stalin,
non hanno mai detto che per costruire l’umanità prima socialista
e poi comunista bastasse un unico tentativo rivoluzionario, anzi, alla
luce dell’esperienza storica, del materialismo storico, della
Comune di Parigi e della Rivoluzione del 1905 in Russia hanno sempre
sostenuto che il passaggio dal capitalismo al socialismo è un
lungo processo, fatto di vittorie e di sconfitte, di avanzamenti e di
arretramenti. Ma una cosa è certa, dimostrata dalle diverse forme
di società succedutesi dall’origine dell’uomo sulla
Terra, che al capitalismo, condannato a scomparire – per implosione
in assenza di ogni altra possibilità di sviluppo produttivo,
ossia economico -, succederà l’era superiore del socialismo
prima e del comunismo dopo, costituita da rapporti di convivenza sociale
sovrastanti ogni precedente forma di ordinamento sociale e mai sperimentati
né conosciuti in precedenza dal genere umano. La costruzione
della società socialista è il risultato vincente di una
lunga lotta di classe tra padroni e proletari, tra sfruttatori e sfruttati,
tra ricchi e poveri, tra borghesi e proletari e tra conservatori e rivoluzionari,
una lotta di classe che continua dopo la conquista rivoluzionaria del
potere politico da parte della classe lavoratrice, durante tutta la
fase di costruzione del socialismo e sino all’edificazione della
società comunista. Lungo questo intero percorso storico, la cui
durata dipende da fattori nazionali e internazionali e dal divenire
reale dei cambiamenti sociali e della coscienza umana, vale a dire la
costruzione dell’uomo nuovo, il nemico di classe – formato
dalla borghesia sconfitta dalla rivoluzione, dal potere temporale della
chiesa, dal retaggio secolare della cultura borghese e religiosa, dal
revisionismo e dall’opportunismo, dall’anarchismo e dal
rivoluzionarismo, dal movimentismo e dall’economicismo, dai tradimenti
dei falsi partiti operai e comunisti e dagli scribacchini assoldati
dall’imperialismo – è sempre in agguato e pronto
ad attaccare e sconfiggere la rivoluzione socialista con l’aiuto
propagandistico, finanziario e militare dell’imperialismo morente,
che cerca disperatamente di sopravvivere quanto più a lungo possibile.
La sconfitta del socialismo realizzato nel ventesimo secolo è
stata possibile proprio a causa di tali ragioni, ma più specificamente
per mano del revisionismo e dell’opportunismo infiltratisi nel
movimento operaio e comunista nazionale e internazionale e che, purtroppo,
ancora oggi la fanno da padrone. Sconfiggere il revisionismo e l’opportunismo
è il compito principale dei marxisti-leninisti oggi per poter
riprendere il cammino verso il socialismo. Non si illudi l’imperialismo
di poter sconfiggere nuovamente o sistematicamente le prossime rivoluzioni
socialiste, che sicuramente ci saranno sulla Terra, pure perché
le rivoluzioni proletarie che ci sono state sino a questo momento e
i martiri caduti sul fronte della conquista del socialismo non sono
passati invano, ognuna di quelle eroiche esperienze ha insegnato qualcosa
per migliorare il successivo tentativo rivoluzionario e ciò sino
alla vittoria finale del trionfo di una nuova era di civiltà,
di vera uguaglianza economica e sociale, fondata sui principi della
solidarietà, dell’altruismo e dell’internazionalismo
proletario. Sicuramente bisognerà dedicare maggiore attenzione
ai nemici di classe interni ed esterni al paese, o ai paesi, in cui
si costruirà il socialismo. Importante è constatare che
il socialismo realizzato nel ventesimo secolo non è stato sconfitto
per uno scarso sviluppo economico, scientifico e sociale, poiché
prima del ventesimo congresso del PCUS del 1956, e ancora per qualche
anno dopo - dove i revisionisti e gli opportunisti trotskisti, capeggiati
da Nikita Krusciov, riuscirono a conquistare la maggioranza nel Partito
e nello Stato Sovietico avviando il cambiamento di strategia, cioè
l’abbandono del completamento della costruzione della società
socialista e il ritorno all’infame ordine capitalismo - l’Unione
Sovietica era all’avanguardia dello sviluppo in tutti i settori
della vita sociale.
Dal 1917, anno in cui fu pubblicato il testo di Lenin, ad oggi l’imperialismo
non ha migliorato la sua posizione decadente, è sufficiente guardare
le statistiche dello stesso regime capitalismo e dare un’occhiata
alle disastrose condizioni economiche e sociali dei popoli e paesi della
Terra per rendersi conto di persona della correttezza della nostra affermazione.
Infatti: 1. per la politica scellerata di accumulazione di sempre maggiori
profitti – ripetiamo, che sono indispensabili per la sopravvivenza
del sistema capitalistico e dell’imperialismo -, legati al consumismo
sfrenato e senza controllo per chi può permetterselo, le risorse
minerarie del mondo cominciano a scarseggiare e quelle vegetali a scomparire,
a causa della rapina e della distruzione da parte degli investimenti
capitalistici alla ricerca affannosa di nuovi guadagni; 2. le guerre
inter-imperialistiche, anche se al momento sono maggiormente di carattere
locale, non sono scomparse e la terza guerra mondiale inter-imperialistica
è sempre in agguato; 3. l’inquinamento terrestre e atmosferico,
dovuto alla natura mercantile e concorrenziale dell’economia capitalistica
e alla rapina e distruzione imperialistica delle risorse del mondo,
sta mortalmente compromettendo l’equilibrio naturale del nostro
Pianeta; 4. la fame dei popoli nel mondo è in costante e impressionante
aumento, anche nei paesi maggiormente sviluppati e industrializzati;
5. al colonialismo passato si è sostituito l’imperialismo
di oggi che è ancora più rapace, violento e sterminatore
di prima; 6. le migrazioni dei popoli diventano sempre più imponenti
con tragici sacrifici di vita, come l’olocausto delle decine di
migliaia di emigrati morti annegati nel Mediterraneo nel tragico tentativo
di raggiungere un’esistenza meno schiava e più dignitosa;
7. l’esasperazione di masse popolari sempre più imponenti,
che pongono all’ordine del giorno della storia, oggi e non domani,
l’esigenza della liberazione della vita e del lavoro dell’uomo
dallo sfruttamento e dalla schiavitù sociale capitalistica, perché
l’imperialismo non ha migliorato ma peggiorato le condizioni di
vita degli uomini. Non c’è globalizzazione o new
economy che possa fermare il declino progressivo dell’imperialismo
e sino alla scomparsa definitiva.
Naturalmente il crollo finale non è automatico, ma necessita
dell’incontro di due fattori sociali: la crisi implosiva del sistema
economico e sociale capitalistico, che allo stato è in fase crescente
e inarrestabile, e la maturazione della coscienza di classe e rivoluzionaria
delle masse lavoratrici per poter promuovere e vincere, sotto la guida
dell’avanguardia della classe operaia e del suo Partito Comunista
di classe e rivoluzionario, la Rivoluzione Socialista. Attualmente la
seconda condizione per poter fare e vincere la rivoluzione, cioè
l’acquisizione della coscienza di classe, è in ritardo
e in difficoltà, rispetto all’avanzata della crisi dell’imperialismo,
a causa, ancora, dei misfatti politici dei revisionisti e degli opportunisti
tuttora presenti nel movimento operaio e comunista. Il PCIML, il Partito
della Rivoluzione e del Socialismo nel nostro paese, è attivamente
impegnato nell’arduo compito di costruire, dopo la pesante sconfitta
del secolo scorso, la necessaria coscienza di classe nel proletariato
italiano per poterlo condurre vittorioso alla Rivoluzione e al Socialismo.
Grassi padroni e feroce imperialismo, la vostra fine è
comunque segnata e nulla potrà salvarvi dall’oblio putrescente
della storia. Dobbiamo in ogni modo sostenere le lotte dei popoli per
la conquista della loro indipendenza nazionale dall’occupazione
e dallo sfruttamento dell’imperialismo, perché sono lotte
importanti che contribuisco ad indebolirlo avvicinandone la fine.
Insaziabili e disumani padroni e feroce imperialismo, le guerre di espansione
mercantile scatenate e fatte combattere dai proletari sui campi di battaglia
nel dolore straziante delle loro famiglie, le atrocità commesse
nel processo di sfruttamento del lavoro, gli assassinii sul lavoro,
la fame e le malattie diffuse nel mondo per colpa vostra, la distruzione
dell’equilibrio naturale del Pianeta e la schiavitù sociale
imposta a miliardi di uomini sulla Terra, costituiranno gli atti d’accusa
con cui la storia e le future generazioni vi condanneranno all’odio
e al disprezzo perpetui.
IL MATERIALISMO STORICO INSEGNA CHE GLI
INFAMI E ASSASSINI CAPITALISMO E IMPERIALISMO PRESTO MORIRANNO PER MANO
DELLA RIVOLUZIONE SOCIALISTA!
Forio (Napoli), 28 giugno 2008.