E’ stata solo un’altra intollerabile
umiliazione per i terremotati e senza tetto de L’Aquila, per
le masse di disoccupati dei vari Continenti, per la povertà
che flagella i popoli della Terra e per l’agonia ambientale
del Pianeta.
di Domenico Savio*
Dal 8 al 10 luglio 2009 nella città terremotata de L’Aquila
in Abruzzo dell’Italia Meridionale si è svolto l’ennesimo
incontro del cosiddetto G8, presenti i capi di Stato dei considerati
otto paesi più industrializzati della Terra: Stati Uniti d’America,
Canada, Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Giappone e Russia.
Presto si passerà dal G8 al G14 e G20, includendovi la Cina,
l’India, eccetera, insomma tutti i rappresentanti del mondo
capitalistico e imperialistico, del sistema finanziario internazionale
e delle strategie di guerra per il dominio e lo sfruttamento della
forza-lavoro e delle risorse del Pianeta e oltre. Capi di Stato che
per le politiche che presentano e decidono possiamo definire rappresentanti,
messaggeri e dittatori fedeli delle strategie, degli affari e degli
artigli sanguinari che avvolgono il Pianeta del sistema di sfruttamento
e di oppressione dei popoli del capitalismo e dell’imperialismo.
Si riuniscono periodicamente non per favorire le condizioni di vita
delle masse sfruttate, ma per accordarsi sul modo migliore per continuarle
a sfruttare-derubare del prodotto del proprio lavoro e per reprimerle,
coi poteri coercitivi nazionali e con le aggressioni di guerra e i
massacri pianificati in caso di ribellione.
Gli incontri e le decisioni dei “grandi” - elevati al
loro ruolo con culture propagandistiche e sistemi elettorali estranei
a qualsiasi forma di autentica democrazia, la quale significa voto
libero da ogni condizionamento sociale e governo diretto e reale delle
masse lavoratrici e popolari, dove la ricchezza prodotta appartiene
all’intera collettività e non più a una minoranza
di ricchi sfruttatori del sangue umano – rispondono unicamente
ai voleri e alle richieste dei potenti banchieri, industriali e affaristi
vari dei singoli paesi e delle multinazionali. Lo abbiamo visto come
in questa ennesima crisi del sistema finanziario e produttivo capitalistico
– crisi determinata dalla corsa impazzita e incontrollata al
profitto speculativo dello stesso capitale finanziario – tali
capi di Stato si siano prodigati per uscire dalla crisi con montagne
di soldi sottratti alle masse lavoratrici e popolari con tasse e prelievi
vari e messi a disposizione di banchieri e industriali affinché
si riprendessero dal baratro in cui erano caduti per continuare ad
accumulare profitti speculando anche sulla moneta cartastraccia. Si
tratta di incontri le cui decisioni sono state già assunte
e comunicate dai comitati d’affari del sistema bancario, industriale
e commerciale sovranazionale. Sono veri conclavi di sfruttamento e
di spartizione delle risorse naturali e umane del Pianeta, intorno
ai quali il sistema informativo e formativo dell’opinione pubblica,
ovvero l’apparato stampa-radio-televisivo posseduto e orientato
dagli stessi padroni, riesce persino a creare un’immagine di
falsa umanità, di magnanimità e di consenso popolare.
L’incontro de L’Aquila non è stato diverso da quelli
precedenti, svoltosi in altre parti e città del mondo, ma ne
è stato il perfetto copione: “comprensione e solidarietà”
per le sofferenze dei popoli; promesse ingannevoli e risibili per
i paesi sottosviluppati, a partire dal continente africano; minacce
di guerra verso i paesi che non si allineano ai voleri imperialistici
rappresentati e imposti; sfacciate elemosine per le povere popolazioni
terremotate dell’Abruzzo; la proclamazione, a parole naturalmente,
di una “nuova etica” per un mercato capitalistico che
da sempre, e non può essere diversamente, conosce solo la legge
del massimo profitto, dello strozzinaggio e della rapina del prodotto
del lavoro proletario; impegni sistematicamente solo appariscenti
per la necessità di salvaguardare l’equilibrio ambientale
del Pianeta, cioè di fermare la distruzione capitalistica e
imperialistica dell’habitat naturale dell’uomo. Quando
si dice che questi incontri non assumono nessuna decisione importante
e definitiva rinviando continuamente le questioni a quelli successivi
oppure che gli impegni assunti poi non vengono mantenuti è
perché le centrali operative sono altrove, cioè nelle
corporazioni di Stati e nei consigli di amministrazione delle multinazionali.
Questi vertici servono anche agli attuali dominatori del mondo per
dimostrare ai popoli la potenza e l’onnipotenza del sistema
economico e sociale da loro rappresentato e governato e per cercare
di dissuadere i sottomessi dal ribellarsi e tentare di abbattere questo
sistema padronale di coercizione, di morte e di fame, per sperperare
altri soldi della collettività e per bivaccare e gozzovigliare
sulle miserie popolari umiliando e prendendosi gioco dei bisogni delle
masse. Il G8 e G14 de L’Aquila, come tutti gli altri precedenti,
in termini di trasporto, di rappresentanza, di sistemazione, di vitto
e di regali sono costati una enormità di soldi ai popoli degli
Stati interessati, particolarmente a quello italiano ospitante, e
tutto questo alla faccia delle masse dei disoccupati e dei pensionati
ridotti alla fame. Mentre i padroni
del mondo nella loro reggia antisismica sperperavano ricchezza del
popolo, banchettavano e buttavano qualche briciola agli affamati della
Terra e si scambiavano regali favolosi, fuori dal palazzo e ai loro
piedi vi erano i terremotati de L’Aquila e dell’Abruzzo
senza casa, che vivono ancora nelle tende e aspettano di riavere un
tetto e di rivivere una vita normale e dignitosa, naturalmente per
quanto possibile in un paese a sfruttamento e schiavitù capitalistici.
Senza ritegno per i regali si parla di parka di Belfstaff, di giacconi
da 500,00 euro e di anelli d’oro per le first lady, quando la
loro crisi ha ridotto alla fame e distrutto l’esistenza di gran
parte della popolazione della Terra.
Ogni persona normale, coscienziosa, di buon senso, sensibile al dramma
della povertà mondiale e alle morti per malattie a causa della
mancanza di assistenza sanitaria, aperta alla solidarietà verso
chi ha bisogno e al mutuo soccorso tra i componenti della stessa specie,
si sarebbe vergognata di tanto sfarzo e di tanto sperpero e non avrebbe
dato un simile spettacolo di disumanità. Osservando lo svolgersi
di questi conclavi al più alto livello degli odierni feroci
dittatori e guerrafondai del mondo viene spontanea la riflessione
storica che, purtroppo, sotto la dittatura del sistema economico e
sociale padronale quasi nulla è cambiato dall’antichità
ad oggi, salvo la breve e gloriosa esperienza del socialismo realizzato
nel ventesimo secolo: sono cambiate le forme e il linguaggio, ma l’autorità
repressiva e i mali del dominio padronale no.
Come nel passato anche adesso i potenti si muovono con famiglie, amanti
e inservienti al seguito, sembrano in vacanza permanente, adulati
dai loro potenti mezzi di comunicazione di massa e da scribacchini
al soldo del padrone di turno. Così, mentre la stragrande maggioranza
di ogni popolo della Terra soffre la fame e la schiavitù e
il Pianeta rischia di diventare invivibile a causa della distruzione
imperialistica delle risorse e dell’ambiente, le dinastie capitalistiche
e imperialistiche continuano a banchettare e a ingrassare coi prodotti
del lavoro proletario. La coscienza
razionale, il progresso civile e la dignità esistenziale dell’uomo
rivendicano ad alta voce dalla vetta del mondo la ripresa immediata
del cammino verso la superiore società prima socialista e poi
comunista e questo per dare dignità all’esistenza umana
su questo Pianeta.
Risuonino presto le note dell’Internazionale, “palazzo
Smolny” ritorni ad essere la guida della Rivoluzione socialista,
l’incrociatore Aurora torni a bombardare il palazzo del potere
capitalistico e imperialistico e la classe lavoratrice operaia e intellettiva
riconquisti il suo potere politico per costruire il socialismo ed
edificare la società comunista senza classi e senza differenze
sociali tra gli uomini. A questa prospettiva di una umanità
veramente libera e protagonista del proprio avvenire lavora il Partito
Comunista Italiano Marxista-Leninista.