PER USCIRE DALLA TRAGEDIA QUOTIDIANA
DEL CAPITALISMO LA CLASSE LAVORATRICE
DEL BRACCIO E DELL’INTELLETTO DEVE PASSARE
DALLA LOTTA DI CLASSE IN SE’ A QUELLA PER SE’!

I lavoratori di tutti i paesi devono abbandonare la lotta istintiva e indistinta di compromesso, di cedimento e di accordo col padronato, con il potere politico e le istituzioni capitalistiche e coi loro sindacati borghesi e di regime padronale per una sopravvivenza sempre stentata e insicura e devono intraprendere quella coerentemente di classe e organizzata per il socialismo liberatore!

di Domenico Savio*

La grave crisi del sistema economico e sociale capitalistico dei giorni nostri, non molto dissimile da quelle che si susseguono periodicamente da circa tre secoli, cioè da quando l’ordine sociale capitalistico si è consolidato, continua a mietere vittime nella classe lavoratrice operaia e intellettiva con milioni di nuovi disoccupati, con altre e più spregiudicate forme di precarietà e di sfruttamento del lavoro, con un assistenzialismo umiliante e di fame – mantenuto unicamente e interessatamente allo scopo di prevenire rivolte popolari, che potrebbero mettere in pericolo il sistema capitalistico di sfruttamento delle masse lavoratrici e popolari - da parte degli Stati e del loro potere politico e istituzionale di centrodestra e centrosinistra, che sono al servizio e strenui difensori del sistema e degli affari capitalistici, con una situazione di miseria sociale che colpisce, in modo particolare, i senza lavoro, i giovani precari, i pensionati e quei milioni di famiglie il cui reddito non supera il limite di povertà e, ancora, con i giovani che non hanno alcuna prospettiva di vita sociale sicura e dignitosa. Questa è la tragica situazione in tutti i paesi capitalistici, dalle Americhe all’Europa, al Medio Oriente, all’Asia e all’Africa, compreso la Cina. Continenti e paesi tutti compromessi, sottomessi e condizionati dalle centrali del capitalismo e dell’imperialismo della Banca Mondiale, del Fondo Monetario Internazionale, dell’Organizzazione Mondiale del Commercio e delle varie aggregazioni di Stati, come la Comunità Europea.
Dinanzi a questo scenario allucinante di disoccupazione, di sfruttamento, di miseria, di precarietà e di totale incertezza di vita dei popoli, principalmente dei giovani, per il futuro, come reagisce il proletariato, cioè la classe lavoratrice del braccio e dell’intelletto? Purtroppo in modo sconcertante, avvilente e deprimente, anche a seguito della sconfitta subita dal socialismo realizzato nel ventesimo secolo, della scomparsa ignobile degli ex partiti comunisti nati dalla Terza Internazionale, del passaggio vergognoso dei sindacati dalla barricata del movimento operaio a quella della classe padronale. I lavoratori, uomini e donne assieme, nella quasi totalità hanno completamente smarrito la bussola della loro classe, dei loro interessi di classe e del loro compito storico di liberare l’umanità intera dalla schiavitù dello sfruttamento del lavoro altrui. Lo sappiamo che è doloroso constatare e parlare di questa grave situazione di decadenza di classe del movimento operaio nazionale e internazionale, ma purtroppo la verità è questa e bisogna partire proprio da essa per invertire la tendenza. Ciò è potuto accadere anche perché all’infame trasformazione revisionista, opportunista, riformista, borghese e capitalistica dei passati partiti comunisti in molti paesi non sono ancora subentrati nuovi, coerenti e forti partiti comunisti, cioè marxisti-leninisti, sul modello del glorioso Partito Comunista bolscevico, voluto e costruito da Lenin e Stalin in Russia, mentre in Italia speriamo che il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, il Partito della rivoluzione socialista e della costruzione della società prima socialista e poi comunista nel nostro paese, diventi presto un grande partito.
Di conseguenza assistiamo allo spettacolo deprimente dei lavoratori licenziati e di quelli in cassa integrazione che sono pronti per esserlo, dei disoccupati in disperata ricerca di un’occupazione che non trovano, dei pensionati che non riescono più a sopravvivere e dei giovani privi di qualsiasi prospettiva di vita che sono sprovvisti di una coscienza di classe e che non dimostrano alcuna volontà e impegno per acquisirla, che non si interrogano sulle cause sociali e di classe delle loro sventure quotidiane, che non dimostrano nessun interesse per lo studio e l’apprendimento della storia, delle lotte e dell’esperienza del movimento operaio e comunista nazionale e internazionale, che non si rendono conto, attualmente nella quasi totalità, di essere strumento, coi loro comportamenti politici e sociali, di sopravvivenza del regime capitalistico che li sfrutta, persegue e schiavizza, che rimangono prigionieri di scelte militanti, politiche, partitiche, elettorali e sindacali che sono responsabili dei loro stessi mali sociali, che non riescono a capire - perché non studiano i testi del marxismo-leninismo e perché non si sforzano di acquisire una capacità critica verso quanto li circonda e condiziona - di essere strumentalizzati e deviati dai loro interessi di classe dalla militanza politica e sindacale in organizzazioni movimentiste, populiste e del sindacalismo di base non di classe, che si autorganizzano, si mobilitano e conducono una lotta non di classe - cioè non per sé come classe sfruttata e perseguitata dalla classe padronale, bensì conducendo una lotta che possiamo definire piccolo-borghese istintiva e indistinta che non ha nulla di classe e rivoluzionario, ma che punta solo alla misera sopravvivenza quotidiana -, che non riescono a rendersi conto che solo abbattendo la società capitalistica e costruendo quella socialista possono liberare loro stessi e i loro discendenti dai mali esistenziali dell’infame sistema padronale, fondato sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.
Ogni giorno vediamo, tristemente, come i lavoratori delle multinazionali nei vari paesi protestano privi di una coscienza e di una visione di classe dei loro problemi sociali e come esauriscono la loro azione all’interno della mediazione sindacale di natura borghese coi padroni e di partiti politici borghesi o falsamente comunisti, così come avviene all’interno della multinazionale Fiat in Italia, coi sindacati di regime borghese e capitalistico e con quelli di base che hanno anch’essi poco o nulla di classe, col potere politico e istituzionale borghese e capitalistico di centrodestra e centrosinistra che sono sostenitori degli interessi padronali, con la militanza di tanti lavoratori in partiti borghesi o che si definiscono comunisti solo per calcoli elettorali e per ingannare il mondo del lavoro. Assistiamo a manifestazioni, proteste, interviste e dichiarazioni di lavoratori sfruttati e maltrattati privi di ogni cultura e coscienza di classe, che non conoscono la parola socialismo e che neppure si sforzano di capirne il significato e l’importanza per loro e i loro figli. E’ uno squallore a cui, purtroppo, siamo costretti ad assistere ancora a lungo. Certo, c’è il lavaggio di cervello costante di giorno e di notte della stampa, della radio-televisione e del potere politico clerico-fascista degli Stati capitalistici, però ogni lavoratore ha un’intelligenza e una capacità di apprendimento che non dovrebbe mai mettere a tacere, naturalmente se agisce in buona fede e non egoisticamente ed opportunisticamente.
Qual’è la situazione sociale che dovrebbe spingere quanto meno la maggioranza della classe lavoratrice ad acquisire una coscienza di classe e rivoluzionaria e a capire la necessità storica, per liberarsi dalla schiavitù dello sfruttamento del lavoro e per diventare protagonista del proprio destino, di abbattere il capitalismo e costruire il socialismo? Sicuramente l’esplodere della contraddizione tra la natura sociale della produzione e l’accaparramento privato della ricchezza prodotta, le periodiche crisi economiche del sistema capitalistico e la sua implosione per impossibilità di continuare ad accumulare profitti, l’emancipazione della coscienza umana sui valori superiori dell’uguaglianza economica e sociale, dell’altruismo, della solidarietà e della fratellanza. Alcune di queste circostanze sono già presenti, solo che in questa fase non producono effetti di mobilitazione di classe e rivoluzionaria sulle masse lavoratrici. Tocca a noi comunisti, secondo gli insegnamenti ricevuti dai nostri grandi Maestri del proletariato internazionale Marx, Engels, Lenin e Stalin e l’esperienza storica del movimento operaio e comunista nazionale e internazionale, lavorare per favorire la formazione di una coscienza di classe nel proletariato dei singoli paesi e a livello internazionale.
Indipendentemente dalle varie situazioni che potranno verificarsi a livello di ogni singolo paese, per noi comunisti - ciò vale per l’intero Pianeta e dobbiamo lavorare instancabilmente per farlo condividere e praticare dall’intera classe lavoratrice – la via maestra per abbattere il capitalismo e costruire il socialismo è la lotta di classe cosciente e rivoluzionaria da condurre senza compromessi e senza tentennamenti per preparare e realizzare la rivoluzione socialista, la conquista del potere politico alla classe lavoratrice e la costruzione della società socialista secondo gli insegnamenti teorici, politici, strategici e tattici ricevuti dai nostri quattro grandi Maestri. Per costruire tale prospettiva per l’umanità necessità in ogni paese l’esistenza di un coerente partito comunista marxista-leninista, come lo fu il già richiamato e glorioso Partito Comunista bolscevico, che oggi in Italia si chiama Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista.
Ai lavoratori oggi in lotta senza ancora una coscienza, una militanza e una strategia di classe dobbiamo con ogni mezzo possibile far capire che solo con la lotta di classe per sé è possibile uscire dall’inferno del capitalismo per entrare nell’aurora di una nuova epoca di democrazia socialista, di libertà concreta e di uguaglianza reale, condizione che dipende essenzialmente dalla disponibilità e sin dalla nascita del diritto comunque garantito ad ogni uomo e donna all’assistenza sanitaria e sociale necessaria, allo studio, al lavoro, alla casa, a una pensione adeguata ai bisogni della vita e al tempo libero, o meglio nella società socialista ciò si sintetizza nell’affermazione “Da ognuno secondo le sue capacità a ognuno secondo il proprio lavoro” e in quella comunista “Da ognuno secondo le sue capacità a ognuno secondo i suoi bisogni”. I lavoratori non devono mai dimenticare che l’avvenire di nuovi e superiori rapporti di produzione e sociali può essere costruito, e sin da subito, solamente con la militanza e l’impegno di lotta all’interno di un vero e coerente partito comunista di classe e rivoluzionario, ovvero marxista-leninista, come lo è il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista in Italia.
Forio (Napoli), 28 agosto 2009.

* Segretario generale del P.C.I.M-L.
domenicosavio@pciml.org