Da parte di taluni c’è la presunzione
che il partito non serva più alle masse per liberarsi dall’arroganza,
dalla prepotenza e dalla repressione del potere politico e statale
borghese e capitalistico, oltre che dallo sfruttamento del proprio
lavoro; costoro hanno una visione molto limitata e offuscata dell’esperienza
storica della lotta dei popoli, della lotta di classe del proletariato,
della dottrina comunista e della lotta che, per risultare vincente,
dev’essere necessariamente organizzata e guidata dal Partito
di classe e rivoluzionario della classe lavoratrice operaia e intellettiva;
essi non riescono neppure a distinguere la profonda diversità
teorica, ideologica e politica esistente tra i partiti, la differenza
che passa tra i partiti della classe borghese e quelli della classe
lavoratrice, la distinzione tra i coerenti partiti comunisti, cioè
marxisti-leninisti, e quelli revisionisti e opportunisti, ovvero falsamente
comunisti, che sono, purtroppo, espressione dello stesso mondo del
lavoro; questi signori esaltano, per un convincimento sbagliato, per
una visione egoistica, personalistica, opportunistica ed esibizionistica
della lotta politica, i movimenti e i comitati come forza organizzatrice
e vittoriosa dei conflitti sociali da parte dei cittadini.
Naturalmente si tratta di movimenti e comitati interclassisti, dove
c’è di tutto: borghesi e proletari, sfruttatori e sfruttati,
arrivisti e carrieristi, falsi comunisti e anticomunisti, sostenitori
del potere e del sistema di sfruttamento padronale, eccetera. E’
l’esaltazione e l’affermazione del movimentismo - che
già fu del ’68 (1968) e oltre e che a livello di gruppi
promotori e dirigenti è miserabilmente finito nelle braccia
e nei salotti buoni della borghesia culturale e istituzionale, con
buone occasioni di guadagno, di vita agiata e di servilismo culturale
e politico alla classe sfruttatrice - del qualunquismo, del confusionismo
culturale, ideale e politico, del populismo, dello spontaneismo, dell’anarchismo,
insomma un miscuglio di idee e di propositi che servono solo alla
continuità dell’odierno sistema sociale dominante con
tutti i mali sociali che produce. Il movimentismo non è e non
può essere mai di classe, distintivo, comunista, anzi in esso
l’anticomunismo è latente quando non è apertamente
dichiarato e praticato, non è chiaramente anticapitalistico
né antimperialistico e si muove dentro il recinto della società
capitalistica dominante e opprimente; esso è tutto e la negazione
di tutto e proprio per questo non mette eccessiva paura e preoccupazione
al potere, perché si può sbaragliare con la forza dello
Stato-padrone senza lasciare traccia ideale e politica, proprio com’è
finito il ’68 e altre esperienze del genere.
I fautori del movimentismo, che attaccano e si oppongono opportunisticamente
all’organizzazione dei partiti – di tutti i partiti, compreso
quelli comunisti che conducono la lotta di classe per conquistare
il potere politico alla classe lavoratrice e per costruire la società
socialista - affermano di voler costruire “la democrazia”
dal basso, un nuovo blocco di potere sociale basato sulla partecipazione
di tutti i cittadini ignorando volutamente e opportunisticamente che
la società capitalistica è suddivisa in classi e solo
con la lotta di classe è possibile sconfiggere quella borghese
e conquistare il potere politico e sociale a quella lavoratrice, che
da millenni viene sfruttata e schiavizzata dal dominio padronale.
Con la moltitudine indistinta questi illusori e ingannatori organizzatori
della “lotta popolare” puntano ad ottenere un risultato
positivo su determinati problemi sociali ignorando il problema collettivo
centrale per le masse lavoratrici: la sconfitta del sistema capitalistico
per mettere fine alla sofferenza esistenziale.
Questi semplici aizzatori della protesta popolare - seppure su questioni
di grande interesse sociale, che però non mettono in discussione
il sistema e il potere vigenti che sono la causa e la conseguenza
tragica del malessere popolare - trovano terreno fertile nelle masse
non ideologizzate, non politicizzate, prive di una coscienza di classe
e di un concreto impegno di liberazione sociale. Sono masse, o gruppi
consistenti di cittadini, mal formate politicamente e male organizzate
e dirette dai promotori dei movimenti e che proprio per questo spesso
devono pure sopportare dure sconfitte e conseguenze repressive e giudiziarie.
Con l’organizzazione e la lotta movimentistica e populistica
si può anche vincere qualche volta, ma si perde sempre in termini
di sconfitta del sistema capitalistico e di conquista del potere politico
dei lavoratori. Tutti i mali sociali della classe lavoratrice e delle
masse popolari nella società capitalistica dipendono solo ed
esclusivamente dalla natura dello stesso sistema di sfruttamento dell’uomo
sull’uomo. Solo il Partito Comunista di classe e rivoluzionario,
ovvero marxista-leninista, mette paura al sistema capitalistico, che
trema dinanzi alla lotta di classe guidata dal grande Partito che
si ispira agli insegnamenti della lotta di classe di Marx, Engels,
Lenin e Stalin.
L’errore strategico fondamentale dei promotori dei movimenti
e dei comitati popolari contro le discariche dei rifiuti e la costruzione
dei termovalorizzatori, o bruciatori, in Campania, compreso la battaglia
contro l’apertura di una discarica a Chiaiano – una lotta
in sé giusta che noi condividiamo appieno – è
quello di aver assunto un atteggiamento antipartitico di principio,
di avere avuto la presunzione di potersi sostituire a un vero e coerente
Partito della rivoluzione socialista e del socialismo, di aver condannato
e isolato indistintamente tutti i partiti e di aver negato che possa
esistere un partito totalmente diverso, qual’è il PCIML,
che per ideologia, cultura, programma politico e impegno di lotta
difende veramente gli interessi di classe presenti e futuri del proletariato
italiano.
Il PCIML è totalmente diverso da tutti gli altri partiti esistenti
in Italia, da quelli di centrodestra a quelli di centrosinistra e
della sinistra revisionista, opportunista, trotskista e falsamente
comunista - come lo sono i partiti della Rifondazione, dei Comunisti
Italiani, Comunista dei Lavoratori e della Sinistra Critica, che in
quanto tali usurpano il glorioso simbolo della falce e del martello
-, tutti responsabili istituzionali, di sistema o di strategia politica
della tragedia dei rifiuti in Campania e della sciagurata sopravvivenza
dell’odierno e infame sistema sociale. Nel corso dell’esistenza
dell’umanità il Partito Comunista Rivoluzionario del
proletariato dei singoli paesi della Terra, cioè il Partito
di stampo marxista-leninista concepito e creato per la prima volta
nella storia da Lenin e Stalin in Russia all’inizio del secolo
scorso, si è rivelato l’unico strumento organizzativo
veramente partecipativo, democratico e vincitore sul nemico di classe,
ossia sul capitalismo, che, assieme alla sua espansione imperialistica,
rimane la causa di ogni male sociale dell’esistenza dell’uomo
sull’intero Pianeta.
Il Partito Comunista bolscevico, il primo partito marxista-leninista
della storia, condusse, per la prima volta dall’esistenza dell’umanità
e dopo la tragica repressione nel sangue della esaltante Comune di
Parigi nel 1871, alla vittoria la grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre,
conquistò il potere politico alla classe lavoratrice russa,
liberò i popoli della Russia dallo sfruttamento del lavoro
e dalla schiavitù padronale e sociale, costruì l’Unione
Sovietica dei popoli liberi e protagonisti della propria esistenza
e del loro avvenire, diede il maggior contributo e pagò il
prezzo più alto in vite umane e distruzione di città,
paesi e villaggi nella sconfitta del nazifascismo in Europa, contribuì
al progresso economico e sociale del proletariato di tutti i paesi
e garantì la pace nel mondo per oltre un quarantennio. Solo
un simile tipo di organizzazione e di Partito può organizzare
e guidare le masse lavoratrici alla liberazione dall’oppressione
della classe padronale, non v’è altra alternativa credibile.
Inoltre, un simile Partito è garanzia del massimo esercizio
della democrazia interna e verso le masse organizzate e guidate, perché
è fondato sul centralismo democratico, o meglio sul concorso
di tutti all’analisi della situazione, alla discussione e alle
decisioni operative, attraverso il meccanismo della circolazione delle
idee, delle proposte e della definizione delle decisioni così
definito: “dai gruppi dirigenti alla base e viceversa”.
Il movimentismo promuove e spinge le masse spoliticizzate e non ideologizzate
al qualunquismo, nel caso specifico pure all’astensionismo elettorale
anche quando è presente nella competizione elettorale borghese
il Partito Comunista Rivoluzionario marxista-leninista, ovvero l’unico
Partito della classe lavoratrice. Questo è tristemente avvenuto
in Campania il 13 e 14 aprile scorso, quando - presente nella campagna
elettorale il PCIML nel collegio senatoriale regionale, certamente
non per andare a occupare poltrone né, in modo particolare,
per andare a gestire il sistema capitalistico che deve abbattere per
costruire la società socialista, ma unicamente per portare
la lotta di classe per il socialismo, i bisogni e le rivendicazioni
quotidiani delle masse lavoratrici e popolari anche nel centro del
potere nemico allo scopo di battersi pure da quella posizione per
migliorare sin da subito le condizioni di vita giornaliera dei lavoratori
e di tutti i cittadini, naturalmente tutto ciò all’interno
della battaglia più generale di conquista del socialismo in
Italia – i movimenti hanno propagandato l’astensionismo
ingannando e deviando gli elettori.
Oggi il PCIML - il quale qui riafferma che il potere politico alla
classe lavoratrice non si conquista con le elezioni borghesi ma solamente
con la rivoluzione socialista – se fosse presente nell’aula
del Senato e alla guida delle popolazioni contro le discariche e i
bruciatori in Campania farebbe molto più paura allo Stato-padrone
e alle sue forze repressive che la lotta dei movimenti. Comunque,
vogliamo esprimere anche in questa circostanza piena solidarietà
e sostegno politico e di classe alla coraggiosa lotta delle popolazioni
campane che stanno conducendo contro le discariche e i bruciatori
che inquinano paurosamente il territorio, mettono a rischio la salute
dei cittadini e distruggono beni che potrebbero essere riutilizzati
tramite la raccolta differenziata.
Cari cittadini campani, non è con l’astensionismo di
principio, generalizzato e strategico, con l’inveire contro
tutto e tutti, col non saper individuare il proprio vero partito politico
che si possono risolvere i problemi della vita quotidiana o vincere
le giuste battaglie sociali, ma ciò può avvenire solamente
acquisendo una coscienza di classe, sapendo individuare il proprio
partito di classe e rivoluzionario e avvicinarsi ad esso, militando
e combattendo con questo tipo di partito, che nell’era presente
nel nostro paese si chiama PCIML. E’ giusto astenersi solo quando
il PCIML non ha avuto la possibilità economica e organizzativa
di candidarsi, ma anche qui le masse lavoratrici e popolari devono
impegnarsi affinchè nelle competizioni elettorali borghesi
possano essere sempre presenti le liste del proprio Partito per votarle
e farle votare.
Ma non è mai troppo tardi per una vera presa di coscienza da
parte dei lavoratori e degli intellettuali d’avanguardia, per
isolare chi è contro tutti i partiti e predica il movimentismo
e l’astensionismo “sempre” come soluzione dei problemi
delle masse lavoratrici e popolari, per scegliere di avvicinarsi,
di militare e di combattere col PCIML per risolvere i problemi di
oggi e per costruire la prospettiva del socialismo nel nostro paese.
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VIVA LA LOTTA
DI CLASSE DEI LAVORATORI,
VIVA LA LOTTA PER IL SOCIALISMO, VIVA IL P.C.I.M-L.!
Napoli, 2 giugno 2008.