Finita
la guerra, il padre Gennaro, antifascista perseguitato, con altri
compagni prima aprì il circolo dell’Associazione contadina
e nel 1949 fondò la Sezione del PCI. Savio crebbe in questo
laboratorio di ideali, di lotte e di aspirazioni rivoluzionarie, cominciò
ad acquistare e leggere i primi testi del marxismo-leninismo (la famosa
“Piccola biblioteca marxista”, Edizioni Rinascita, Roma–
1953, formata da 50 volumetti). A 13 anni si iscrisse alla FGCI, presto
ne divenne dirigente isolano aprendo tre Circoli e iscrivendovi 160
giovani. Nella FGCI ebbe incarichi provinciali e a 14 anni fece il
suo primo comizio nella piazza di Buonopane a Barano assieme al compagno
Pietro Valenza, deputato e componente del Comitato Centrale del PCI.
Nel 1956 nella FGCI partecipò attivamente al confronto interno
sul XX Congresso del PCUS assumendo, con estrema determinazione, la
difesa del pensiero e dell’opera di Stalin contro i suoi denigratori
revisionisti e opportunisti.
Conseguì il diploma di Ragioniere con tutte le difficoltà
economiche collegate alla stentata sopravvivenza di una famiglia contadina
e numerosa. In seguito conseguì pure la specializzazione di
consulente del lavoro, attività che però non svolse
mai per non sostenere la legislazione borghese sul lavoro che consente
alla dannata classe padronale di sfruttare i lavoratori. Si iscrisse
alla Facoltà di giurisprudenza, ma presto alla laurea preferì
dedicarsi totalmente alla lotta politica dentro e poi fuori dal PCI.
Giovanissimo conobbe anche il duro lavoro dei contadini e dei braccianti
della sua terra, da cui trasse importanti insegnamenti di vita, e
a 20 anni, prima di iniziare il lavoro di segretario d’albergo,
visse una dura, ma utile, esperienza di operaio presso la zincheria
“Origoni & C. – Metalli di Milano (Bovisa)”,
esperienza che temprò ancor di più la sua coscienza
di classe e di rivoluzionario marxista-leninista.
A 18 anni (1958) si iscrisse al PCI dimettendosi, assieme ad altri
compagni, nel 1976 per la oramai irrecuperabilità del Partito
ai principi, alla strategia e alla prospettiva rivoluzionaria del
marxismo-leninismo e prima che ne fosse espulso. Durante questo periodo
di 18 anni (1958-1976) Savio fu varie volte segretario di sezione,
membro del Comitato Federale, delegato a Congressi provinciali, regionali
e nazionali, candidato alle elezioni provinciali e Consigliere comunale
di Forio. Tra il 1970 e il 1976 esemplare fu la battaglia ideologica
e politica che Savio combattè, sostenuto da altri compagni,
all’interno delle Sezioni isolane e della Federazione provinciale
del PCI contro la deriva, ormai inarrestabile, revisionista, riformista,
opportunista, elettoralistica, piccolo-borghese e capitalistica del
Partito – deriva avviata dal rinnegato Togliatti già
con la svolta di Salerno nell’aprile del ’44 e col V Congresso
del Partito svoltosi a Roma dal 29 dicembre 1944 al 6 gennaio 1945
– e a sostegno del recupero delle posizioni del marxismo-leninismo
e guidando la minoranza marxista-leninista. In quella battaglia politica,
purtroppo senza possibilità di successo, Savio fece propria
e riaffermò con estremo vigore la battaglia politica della
minoranza marxista-leninista che aveva combattuto all’interno
del Partito dalla svolta di Salerno in poi.
Uscito dal PCI, in presenza di una sinistra politica e sindacale tutta
proiettata verso il più becero trasformismo piccolo-borghese
e opportunista, del diffondersi di gruppi trotschisti, bordighisti,
rivoluzionaristi, economicisti e maoisti e delle divisioni esistenti
tra i circoli marxisti-leninisti, per Savio non fu facile decidere
dove, con quali forze e mezzi continuare la battaglia politica per
l’affermazione, nella classe lavoratrice italiana, dei principi
del marxismo-leninismo e la ricostruzione in Italia del Partito Comunista
Rivoluzionario di stampo bolscevico per lavorare alla prospettiva
del Socialismo.
Il 7 maggio 1979 fondò il Centro di Cultura e Iniziativa Marxista
(CE.C.I.M.), strumento organizzativo politico-ideologico col quale
Savio conduceva le necessarie lotte politiche e lavorava alla formazione
della coscienza di classe dei lavoratori. Attualmente il CE.C.I.M.
gestisce la vasta Biblioteca personale – circa 5.000 volumi,
oltre a riviste, dischi e videocassette, molte delle quali riferite
alle lotte del movimento operaio italiano nella prima metà
del secolo XIX – che Savio ha donato al CE.S.A.M-L. di cui riferiremo
più avanti.
Dopo l’uscita dal PCI e sino al 1981 – quando abbandonò
definitivamente la Cgil, la quale, ormai, si era lasciato completamente
alle spalle ogni riferimento di classe abbracciando, i gruppi dirigenti,
ignobilmente e miserabilmente la causa degli interessi padronali contro
i bisogni di vita quotidiana e di prospettiva storica della classe
lavoratrice – Savio visse anche una breve ma intensa esperienza
sindacale all’interno dell’Albergo Jolly di Porto d’Ischia,
appartenente alla catena alberghiera Italjolly, dove lavorava come
segretario e guidando una dura lotta dei lavoratori – lotta
fatta di scioperi, di assemblee permanenti, di agitazioni, di occupazioni
e di altre forme di lotta – che consentì loro importanti
conquiste salariali, la settimana lavorativa corta di cinque giorni,
caso raro in Italia nel settore alberghiero, il menu unico per operai
e impiegati e predisposto settimanalmente, il rispetto di ogni altro
diritto contrattuale e legislativo e promuovendo un contratto di tutto
il gruppo Italjolly a livello nazionale. Per questo suo forte impegno
sindacale alla fine Savio fu licenziato dal padrone e abbandonato
dal sindacato e costretto a completare la sua vita lavorativa per
conseguire il diritto alla pensione facendo quotidianamente il pendolare
tra Ischia e Napoli! Nello stesso periodo egli guidò con successo
altre durissime lotte sindacali in diversi alberghi dell’Isola,
tra cui quelli del gruppo Rizzoli a Lacco Ameno, di Punta Molino,
eccetera. Questo accanito e generoso impegno di lotta di classe gli
valse e gli è rimasta la stima profonda di tantissimi lavoratori.
All’inizio degli anni ’80 collabora a un giornale locale
per conseguire l’iscrizione all’Ordine nazionale dei giornalisti,
cosa che avviene puntualmente l’8 marzo 1984. Dunque, il 26
settembre 1984 fonda il mensile comunista “l’Uguaglianza
economica e sociale”, di cui è editore e direttore responsabile
– diffuso sul territorio nazionale con l’abbonamento e
la vendita nelle librerie Feltrinelli, Rinascita e altre e spedito
a Partiti e Organizzazioni comuniste di molti paesi del mondo –
e che cessa le pubblicazioni il 21 dicembre 1997 per l’assoluta
impossibilità di continuare a sostenerne i costi di pubblicazione.
L’Uguaglianza ha dato un importante contributo a sostegno delle
lotte proletarie e alla diffusione in Italia e nel mondo della cultura
marxista-leninista. Il 7 aprile 1995, in previsione del Convegno internazionale
sul primo centenario della morte di Friedrich Engels, che si svolgerà
al teatro Europeo di Lacco Ameno dal 13 al 17 dicembre dello stesso
anno, Savio fonda il nuovo periodico “Comunismo”, giornale
teorico, politico e rivoluzionario del marxismo-leninismo e che diventerà
l’organo ufficiale del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista.
Comunismo, per ragioni economiche, non ha una periodicità fissa
e viene diffuso a livello nazionale e internazionale.
Il pensiero e l’opera di Savio sono ampiamente presenti nella
molteplicità dei suoi scritti pubblicati nell’ultimo
ventennio proprio sui periodici l’Uguaglianza e Comunismo a
cui rinviamo i compagni per una adeguata conoscenza.
Il 16 maggio 1997 Savio, con altri compagni, tra cui il compagno Franco
Molfese, storico del marxismo-leninismo e del movimento operaio e
comunista nazionale e internazionale, e il compagno Angelo Giancotti
di Roma, fonda il Centro Studi e d’Azione del Marxismo-Leninismo
(CE.S.A.M-L.), che ha sede a Forio nella casa dei suoi genitori che
Savio ha ceduto in comodato gratuito e perenne all’Associazione.
La funzione statutaria del CE.S.A.M-L. è quella di raccogliere,
custodire e diffondere il patrimonio librario e documentario della
cultura marxista-leninista e dell’esperienza storica del movimento
operaio e comunista nazionale e internazionale e di organizzare seminari
di studio, convegni, conferenze e dibattiti sulla cultura comunista,
sulle lotte proletarie e sulla prospettiva della costruzione della
società socialista sulla strada dell’edificazione di
quella comunista.
A questo punto, dinanzi alle reali e purtroppo insuperabili difficoltà
ad avviare il processo di ricostruzione del Partito Comunista Rivoluzionario
del proletariato italiano, a partire dall’unità ideologica
e operativa dei pochi Circoli esistenti nel paese dell’area
marxista-leninista e nonostante il nostro consistente impegno profuso
da circa un ventennio in tale direzione, Savio si rende conto che
diventa sempre più problematico condurre il lavoro ideologico
e politico nella classe lavoratrice senza disporre del necessario
strumento organizzativo e operativo, cioè il Partito. Così
il 3 dicembre 1999, assieme ai compagni Alfredo A. La Piccirella di
San Severo (Foggia), Gennaro Savio e altri, fonda il Partito Comunista
Italiano Marxista-Leninista (P.C.I.M-L.) col compito primario di favorire
l’unità dei marxisti-leninisti italiani all’interno
di un’unica Organizzazione e di dotare, finalmente, la classe
lavoratrice italiana della sua guida ideologica, politica e rivoluzionaria
marxista-leninista di cui da tempo ne avvertiva la necessità.
Nel mese di maggio 2003 Savio lavora accanitamente alla predisposizione
e all’apertura del sito del Partito su Internet, sito di grande
spessore ideologico e politico consultabile all’indirizzo www.pciml.org.
Savio, nel corso degli attuali ricorrenti 50 anni di instancabile
attività politica e più specificamente nell’ultimo
ventennio e coi suoi numerosi e ripetuti viaggi di lavoro politico
in Italia e all’estero per assemblee, riunioni ristrette, convegni,
congressi, dibattiti, conferenze e incontri vari, ha dato un grosso
contributo ideologico, politico e organizzativo all’unità
dei marxisti-leninisti all’interno dei singoli paesi e a livello
internazionale nella prospettiva di ricostruire la Nuova Terza Internazionale
sulla base delle indicazioni e della funzione voluta da Lenin e Stalin.
Di grande utilità per la formazione della coscienza di classe
dei lavoratori del braccio e del pensiero è la trasmissione
televisiva settimanale, di vasto spessore ideologico, politico e rivoluzionario,
che Savio da oltre sei anni conduce su Teleischia nelle ore serali
e in diretta telefonica coi telespettatori raggiungendo attualmente
la 278° trasmissione, tutte registrate su videocassette. E’
una trasmissione autogestita totalmente autonoma che affronta e dibatte
le grandi questioni politiche contemporanee isolane, nazionali e internazionali,
che smaschera in profondità la violenza, la disumanità,
la barbarie, lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, la schiavitù
sociale e i massacri di guerra del capitalismo e dell’imperialismo
e prepara le coscienze alla prospettiva rivoluzionaria per il Socialismo.
Come educatore del marxismo-leninismo, tutto l’impegno politico
di Savio è proteso a difendere ed affermare i principi del
marxismo-leninismo, del pensiero e l’opera dei grandi Maestri
e dirigenti del proletariato internazionale Marx-Engels-Lenin-Stalin,
quale unica strada percorribile e vittoriosa per conquistare all’Umanità
la nuova e superiore società prima socialista e poi comunista.
Oggi Savio, Segretario generale del P.C.I.M-L., è la guida
ideologica e politica sicura del proletariato italiano verso la Rivoluzione
e il socialismo ed è una eminente figura del marxismo-leninismo
e del movimento operaio e comunista internazionale.
Roma, 1 giugno 2003.
Il Comitato Centrale del P.C.I.M-L.