P.C.I.M-L. » Segretario generale

 
NOTA BIOGRAFICA
del Comitato Centrale del P.C.I.M-L
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Domenico Savio è nato a Forio, nell’isola d’Ischia, Provincia di Napoli, Italia, il 16 febbraio 1940 da Gennaro e da Gabriela Manieri. Figlio di piccoli contadini, mezzadri e all’occorrente pure braccianti, forgiò la sua coscienza politica e la sua personalità intellettuale nel quartiere nativo proletario di Monterone e più precisamente nell’antica piazzetta Cerriglio, dove si recava dalla vicina e antica casa allora rurale e dove confluivano e mestamente si ritrovavano, improvvisando qualche gioco elementare, i suoi coetanei del vicino e popoloso quartiere baraccato, realizzato
dopo il terremoto del lontano 1883 e tale era rimasto, fatiscente e abbandonato, dove la miseria regnava sovrana, ma questo non fiaccava la dignità umana e sociale, la fierezza e l’orgoglio di classe di quella massa sofferente e anelante a un futuro migliore. In tale difficile contesto sociale postbellico Savio maturò i suoi sentimenti di altruismo, di solidarietà, del sentire collettivo, di giustizia, di uguaglianza, di disponibilità verso i sofferenti e i più deboli socialmente, i quali, purtroppo, anche in quel contesto di bisogno e di sacrificio non avevano ancora maturato una coscienza di lotta di classe per il socialismo.
Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista
Segretario generale: Domenico Savio
 
 
 
 
 

Finita la guerra, il padre Gennaro, antifascista perseguitato, con altri compagni prima aprì il circolo dell’Associazione contadina e nel 1949 fondò la Sezione del PCI. Savio crebbe in questo laboratorio di ideali, di lotte e di aspirazioni rivoluzionarie, cominciò ad acquistare e leggere i primi testi del marxismo-leninismo (la famosa “Piccola biblioteca marxista”, Edizioni Rinascita, Roma– 1953, formata da 50 volumetti). A 13 anni si iscrisse alla FGCI, presto ne divenne dirigente isolano aprendo tre Circoli e iscrivendovi 160 giovani. Nella FGCI ebbe incarichi provinciali e a 14 anni fece il suo primo comizio nella piazza di Buonopane a Barano assieme al compagno Pietro Valenza, deputato e componente del Comitato Centrale del PCI.
Nel 1956 nella FGCI partecipò attivamente al confronto interno sul XX Congresso del PCUS assumendo, con estrema determinazione, la difesa del pensiero e dell’opera di Stalin contro i suoi denigratori revisionisti e opportunisti.
Conseguì il diploma di Ragioniere con tutte le difficoltà economiche collegate alla stentata sopravvivenza di una famiglia contadina e numerosa. In seguito conseguì pure la specializzazione di consulente del lavoro, attività che però non svolse mai per non sostenere la legislazione borghese sul lavoro che consente alla dannata classe padronale di sfruttare i lavoratori. Si iscrisse alla Facoltà di giurisprudenza, ma presto alla laurea preferì dedicarsi totalmente alla lotta politica dentro e poi fuori dal PCI.
Giovanissimo conobbe anche il duro lavoro dei contadini e dei braccianti della sua terra, da cui trasse importanti insegnamenti di vita, e a 20 anni, prima di iniziare il lavoro di segretario d’albergo, visse una dura, ma utile, esperienza di operaio presso la zincheria “Origoni & C. – Metalli di Milano (Bovisa)”, esperienza che temprò ancor di più la sua coscienza di classe e di rivoluzionario marxista-leninista.
A 18 anni (1958) si iscrisse al PCI dimettendosi, assieme ad altri compagni, nel 1976 per la oramai irrecuperabilità del Partito ai principi, alla strategia e alla prospettiva rivoluzionaria del marxismo-leninismo e prima che ne fosse espulso. Durante questo periodo di 18 anni (1958-1976) Savio fu varie volte segretario di sezione, membro del Comitato Federale, delegato a Congressi provinciali, regionali e nazionali, candidato alle elezioni provinciali e Consigliere comunale di Forio. Tra il 1970 e il 1976 esemplare fu la battaglia ideologica e politica che Savio combattè, sostenuto da altri compagni, all’interno delle Sezioni isolane e della Federazione provinciale del PCI contro la deriva, ormai inarrestabile, revisionista, riformista, opportunista, elettoralistica, piccolo-borghese e capitalistica del Partito – deriva avviata dal rinnegato Togliatti già con la svolta di Salerno nell’aprile del ’44 e col V Congresso del Partito svoltosi a Roma dal 29 dicembre 1944 al 6 gennaio 1945 – e a sostegno del recupero delle posizioni del marxismo-leninismo e guidando la minoranza marxista-leninista. In quella battaglia politica, purtroppo senza possibilità di successo, Savio fece propria e riaffermò con estremo vigore la battaglia politica della minoranza marxista-leninista che aveva combattuto all’interno del Partito dalla svolta di Salerno in poi.
Uscito dal PCI, in presenza di una sinistra politica e sindacale tutta proiettata verso il più becero trasformismo piccolo-borghese e opportunista, del diffondersi di gruppi trotschisti, bordighisti, rivoluzionaristi, economicisti e maoisti e delle divisioni esistenti tra i circoli marxisti-leninisti, per Savio non fu facile decidere dove, con quali forze e mezzi continuare la battaglia politica per l’affermazione, nella classe lavoratrice italiana, dei principi del marxismo-leninismo e la ricostruzione in Italia del Partito Comunista Rivoluzionario di stampo bolscevico per lavorare alla prospettiva del Socialismo.
Il 7 maggio 1979 fondò il Centro di Cultura e Iniziativa Marxista (CE.C.I.M.), strumento organizzativo politico-ideologico col quale Savio conduceva le necessarie lotte politiche e lavorava alla formazione della coscienza di classe dei lavoratori. Attualmente il CE.C.I.M. gestisce la vasta Biblioteca personale – circa 5.000 volumi, oltre a riviste, dischi e videocassette, molte delle quali riferite alle lotte del movimento operaio italiano nella prima metà del secolo XIX – che Savio ha donato al CE.S.A.M-L. di cui riferiremo più avanti.
Dopo l’uscita dal PCI e sino al 1981 – quando abbandonò definitivamente la Cgil, la quale, ormai, si era lasciato completamente alle spalle ogni riferimento di classe abbracciando, i gruppi dirigenti, ignobilmente e miserabilmente la causa degli interessi padronali contro i bisogni di vita quotidiana e di prospettiva storica della classe lavoratrice – Savio visse anche una breve ma intensa esperienza sindacale all’interno dell’Albergo Jolly di Porto d’Ischia, appartenente alla catena alberghiera Italjolly, dove lavorava come segretario e guidando una dura lotta dei lavoratori – lotta fatta di scioperi, di assemblee permanenti, di agitazioni, di occupazioni e di altre forme di lotta – che consentì loro importanti conquiste salariali, la settimana lavorativa corta di cinque giorni, caso raro in Italia nel settore alberghiero, il menu unico per operai e impiegati e predisposto settimanalmente, il rispetto di ogni altro diritto contrattuale e legislativo e promuovendo un contratto di tutto il gruppo Italjolly a livello nazionale. Per questo suo forte impegno sindacale alla fine Savio fu licenziato dal padrone e abbandonato dal sindacato e costretto a completare la sua vita lavorativa per conseguire il diritto alla pensione facendo quotidianamente il pendolare tra Ischia e Napoli! Nello stesso periodo egli guidò con successo altre durissime lotte sindacali in diversi alberghi dell’Isola, tra cui quelli del gruppo Rizzoli a Lacco Ameno, di Punta Molino, eccetera. Questo accanito e generoso impegno di lotta di classe gli valse e gli è rimasta la stima profonda di tantissimi lavoratori.
All’inizio degli anni ’80 collabora a un giornale locale per conseguire l’iscrizione all’Ordine nazionale dei giornalisti, cosa che avviene puntualmente l’8 marzo 1984. Dunque, il 26 settembre 1984 fonda il mensile comunista “l’Uguaglianza economica e sociale”, di cui è editore e direttore responsabile – diffuso sul territorio nazionale con l’abbonamento e la vendita nelle librerie Feltrinelli, Rinascita e altre e spedito a Partiti e Organizzazioni comuniste di molti paesi del mondo – e che cessa le pubblicazioni il 21 dicembre 1997 per l’assoluta impossibilità di continuare a sostenerne i costi di pubblicazione. L’Uguaglianza ha dato un importante contributo a sostegno delle lotte proletarie e alla diffusione in Italia e nel mondo della cultura marxista-leninista. Il 7 aprile 1995, in previsione del Convegno internazionale sul primo centenario della morte di Friedrich Engels, che si svolgerà al teatro Europeo di Lacco Ameno dal 13 al 17 dicembre dello stesso anno, Savio fonda il nuovo periodico “Comunismo”, giornale teorico, politico e rivoluzionario del marxismo-leninismo e che diventerà l’organo ufficiale del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista. Comunismo, per ragioni economiche, non ha una periodicità fissa e viene diffuso a livello nazionale e internazionale.
Il pensiero e l’opera di Savio sono ampiamente presenti nella molteplicità dei suoi scritti pubblicati nell’ultimo ventennio proprio sui periodici l’Uguaglianza e Comunismo a cui rinviamo i compagni per una adeguata conoscenza.
Il 16 maggio 1997 Savio, con altri compagni, tra cui il compagno Franco Molfese, storico del marxismo-leninismo e del movimento operaio e comunista nazionale e internazionale, e il compagno Angelo Giancotti di Roma, fonda il Centro Studi e d’Azione del Marxismo-Leninismo (CE.S.A.M-L.), che ha sede a Forio nella casa dei suoi genitori che Savio ha ceduto in comodato gratuito e perenne all’Associazione. La funzione statutaria del CE.S.A.M-L. è quella di raccogliere, custodire e diffondere il patrimonio librario e documentario della cultura marxista-leninista e dell’esperienza storica del movimento operaio e comunista nazionale e internazionale e di organizzare seminari di studio, convegni, conferenze e dibattiti sulla cultura comunista, sulle lotte proletarie e sulla prospettiva della costruzione della società socialista sulla strada dell’edificazione di quella comunista.
A questo punto, dinanzi alle reali e purtroppo insuperabili difficoltà ad avviare il processo di ricostruzione del Partito Comunista Rivoluzionario del proletariato italiano, a partire dall’unità ideologica e operativa dei pochi Circoli esistenti nel paese dell’area marxista-leninista e nonostante il nostro consistente impegno profuso da circa un ventennio in tale direzione, Savio si rende conto che diventa sempre più problematico condurre il lavoro ideologico e politico nella classe lavoratrice senza disporre del necessario strumento organizzativo e operativo, cioè il Partito. Così il 3 dicembre 1999, assieme ai compagni Alfredo A. La Piccirella di San Severo (Foggia), Gennaro Savio e altri, fonda il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista (P.C.I.M-L.) col compito primario di favorire l’unità dei marxisti-leninisti italiani all’interno di un’unica Organizzazione e di dotare, finalmente, la classe lavoratrice italiana della sua guida ideologica, politica e rivoluzionaria marxista-leninista di cui da tempo ne avvertiva la necessità.
Nel mese di maggio 2003 Savio lavora accanitamente alla predisposizione e all’apertura del sito del Partito su Internet, sito di grande spessore ideologico e politico consultabile all’indirizzo www.pciml.org.
Savio, nel corso degli attuali ricorrenti 50 anni di instancabile attività politica e più specificamente nell’ultimo ventennio e coi suoi numerosi e ripetuti viaggi di lavoro politico in Italia e all’estero per assemblee, riunioni ristrette, convegni, congressi, dibattiti, conferenze e incontri vari, ha dato un grosso contributo ideologico, politico e organizzativo all’unità dei marxisti-leninisti all’interno dei singoli paesi e a livello internazionale nella prospettiva di ricostruire la Nuova Terza Internazionale sulla base delle indicazioni e della funzione voluta da Lenin e Stalin.
Di grande utilità per la formazione della coscienza di classe dei lavoratori del braccio e del pensiero è la trasmissione televisiva settimanale, di vasto spessore ideologico, politico e rivoluzionario, che Savio da oltre sei anni conduce su Teleischia nelle ore serali e in diretta telefonica coi telespettatori raggiungendo attualmente la 278° trasmissione, tutte registrate su videocassette. E’ una trasmissione autogestita totalmente autonoma che affronta e dibatte le grandi questioni politiche contemporanee isolane, nazionali e internazionali, che smaschera in profondità la violenza, la disumanità, la barbarie, lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, la schiavitù sociale e i massacri di guerra del capitalismo e dell’imperialismo e prepara le coscienze alla prospettiva rivoluzionaria per il Socialismo.
Come educatore del marxismo-leninismo, tutto l’impegno politico di Savio è proteso a difendere ed affermare i principi del marxismo-leninismo, del pensiero e l’opera dei grandi Maestri e dirigenti del proletariato internazionale Marx-Engels-Lenin-Stalin, quale unica strada percorribile e vittoriosa per conquistare all’Umanità la nuova e superiore società prima socialista e poi comunista.
Oggi Savio, Segretario generale del P.C.I.M-L., è la guida ideologica e politica sicura del proletariato italiano verso la Rivoluzione e il socialismo ed è una eminente figura del marxismo-leninismo e del movimento operaio e comunista internazionale.
Roma, 1 giugno 2003.

Il Comitato Centrale del P.C.I.M-L.